Che fare in vacanza? Come vivere questo tempo con i propri figli?

Molti genitori, quando si sta per avvicinare il momento delle vacanze, mi chiedono suggerimentiโ€ฆcome potranno trascorrerle in serenitร ? Come potranno impegnare le giornate dei bambini o delle bambine in luoghi che non sono familiari e, probabilmente, non troppo a misura di bambino?

Belle domandeโ€ฆ mi dico sempreโ€ฆ Cosa posso suggerire a questi genitori? Ciรฒ che puรฒ essere efficace per una famiglia quasi sicuramente non lo รจ per unโ€™altraโ€ฆE so perfettamente di non essere in grado di fornire ricette preconfezionate che vadano bene per tutti.

Provo, comunque, a condividere alcune riflessioni.

Ogni genitore desidera dare ai propri figli la possibilitร  di vivere
unโ€™estate serena, evitando di farsi prendere da eccessivi sensi di colpa al pensiero di doverli
โ€œabbandonareโ€ a giornate noiose e solitarie.

Dโ€™estate, poi, รจ piรน facile offrire ai bambini e alle bambine la possibilitร  di stare a contatto con la natura, la possibilitร  di muoversi e di sperimentare nuove relazioniโ€ฆNon รจ importante fare chissร  cheโ€ฆรˆ importante regalare tempo di qualitร  veraโ€ฆ Che non significa unโ€™attivitร  dopo lโ€™altra per arrivare stremati a seraโ€ฆAnche le giornate attraversate dalla noia possono essere ricche perchรฉ stimolano creativitร  e fantasia.

Lโ€™estate, di certo, non deve essere vissuta come un problemaโ€ฆรจ unโ€™opportunitร ! รˆ un tempo bello, in
cui il bambino puรฒ โ€œstaccareโ€ dal nido o dalla scuola e godersi con piacere le giornate, anche se i genitori non possono sempre garantirgli attivitร  da โ€œmille e una notteโ€โ€ฆche magari a lui nemmeno interessano.

Le giornate estive offrono tante possibilitร : si puรฒ stare sempre allโ€™aria aperta, cโ€™รจ moltissima luce fino a sera tarda e si puรฒ uscire di piรน che nelle altre stagioni; chi resta in cittร , inoltre, trova molta meno confusione.
Si puรฒ, allora, organizzare un pic-nic di famiglia (difficile da fare durante lโ€™anno e certamente divertente per i bambini, soprattutto se li coinvolgiamo nella preparazione dei cesti)โ€ฆanche in un parco cittadinoโ€ฆbasta che ci sia del verde e degli alberi che ci proteggano dal troppo soleโ€ฆ
Dopo cena si puรฒ uscire per andare a mangiare un gelato o per fare un giretto in biciclettaโ€ฆO, se cโ€™รจ la possibilitร , si puรฒ andare tutti insieme a vedere un film allโ€™apertoโ€ฆo, se siamo abili narratori, metterci a raccontare delle favole sul terrazzo mentre cala il buio.

Nei giorni piรน caldi, del resto, non รจ proprio possibile tenere ritmi veloci.Si rallenta tutti, si va piรน pianoโ€ฆ.

Riflettevo su una domanda fatta da mio figlio: ” mamma, che si fa con questo caldo?”. Giร , che si fa? Si ozia!.

Ma sono in tanti coloro che ritengono che l’inattivitร  sia sempre da rifuggire e temono quando i bambini si annoiano. Per costoro un bambino inattivo รจ un bambino che perde il proprio tempo, o, peggio che se ne infischia dell’autoritร  di babbo e mamma.

Saper tollerare la noia invece รจ un segno di agio, annoiarsi รจ un’esperienza formatrice, utile alla crescita psichica di ognuno di noi. Nei momenti in cui smettiamo di confrontarci con qualcosa agendo, entriamo in contatto con la solitudine “buonaโ€, direbbe C.Bobin, ovvero quel vuoto che dร  luogo al processo simbolico, creativo. Il vuoto permette la nascita di forme legate al proprio mondo interiore, insegna ad entrare in contatto con le proprie risorse. Non parlo certo di giornate in preda alla noia, senza un obiettivo. Parlo di momenti di noia successivi a momenti di attivitร , di impegno, di divertimento.

Se si parte per una vacanza, รจ poi importante tener conto del fatto che che si apre un tempo in cui le solite dinamiche familiari possono cambiare.

รˆ importante, cosรฌ, stabilire i compiti di ciascuno, in modo che ognuno abbia chiare le proprie responsabilitร  e i propri doveri. In questo modo si evitano tensioniโ€ฆCoinvolgere i bambini, anche i piรน piccoli, nelle attivitร  di casa puรฒ spesso essere una buona idea e certamente fa comprendere loro che possono avere, come i grandi, dei compiti da portare a termine, cosa che instilla a poco a poco il senso della responsabilitร .

Gli orari si fanno differenti e, quindi, potrebbe essere necessario apportare alcune modifiche allโ€™organizzazione in casaโ€ฆ

Durante le vacanze, una famiglia, inoltre, trascorre piรน momenti insieme, ma questo non significa interagire 24 ore al giorno.

Eโ€™ fondamentale ritagliarsi degli spazi per seโ€™ senza sentirsi in colpa. Altrimenti, si corre il rischio di sentirsi saturi e si trasmette tensione agli altri.

Ci si puรฒ riservare del tempo tutti i giorni per leggere, guardare un film o uscire per una passeggiata da soli; sono attivitร  che aiutano a rilassarsi e a ricaricarsi. E a vivere piรน serenamente il resto del tempo con i bambini e le bambine.

Ed รจ importante che in vacanza gli adulti prestino attenzione ai bisogni dei bambiniโ€ฆA volte accade proprio il contrarioโ€ฆbasta sdraiarsi in spiaggia e mettersi a osservareโ€ฆ

Si vedono genitori che portano neonati o poco piรน sotto il sole nelle ore piรน calde. Oppure genitori che minacciano i figli che non mangiano un piatto di pasta e poi discutono con il vicino di ombrellone per delle sciocchezze. O ancora genitori che chiedono ai bambini di condividere spazi e giocattoli con altri bambini e poi si scannano di fronte a loro per una fila non rispettata al bar.

In questo modo non si considera il punto di vista dei bambini.

Non dobbiamo dimenticare che grande importanza ha il modeling, basato sulla capacitร  osservativa dei bambini, che vengono naturalmente influenzati da ciรฒ che osservano attorno a loro e che tendono a prendere come modello. Il modello principale รจ costituito dai comportamenti degli adulti per loro piรน significativi, cioรจ i genitori. Osservare mamma e papร  esprimere le proprie emozioni in termini di intensitร , di modalitร  espressive verbali e non verbali rappresenta per i bambini una palestra nella quale effettuare i propri stessi allenamenti emotivi.

Pertanto รจ molto importante che gli adulti prestino attenzione ad agiti e comportamenti. Soprattutto in vacanza quando si trascorre tutta la giornata insieme.

Madri anaffettive e figli in cerca di affetto. Riflessioni che nascono da una lettura potente.

Sto leggendo un libro di un’autrice che conosco personalmente e che scrive parole che, insieme, hanno una potenza dirompente. Lei รจ Carmela Scotti, che ho incrociato nella vita perchรจ madre di Nina, una bambina che frequentava il nido in cui lavoravo qualche anno fa. Il libro รจ “La pazienza del sasso”, uscito poche settimane fa e pubblicato da Garzanti.

Non voglio fare una recensione. Non credo di essere particolarmente dotata per questo. Ce ne sono giร  alcune e certo rendono giustizia a Carmela e a quanto ha scritto. Del resto non ho ancora terminato il libro…lo sto gustando come faccio quando infilo le dita nella crema di pistacchio e poi lentamente le lecco. Non amo divorare i libri che, come questo, inizio ad amare profondamente sin dalla prima pagina.

Il libro ha mosso in me dei pensieri…Pensieri relativi all’impatto che puรฒ avere una madre anaffettiva sui figli…Un tema che da sempre mi sta a cuore.

Protagonista รจ Argia che, insieme alla sorella Dervia, sin da quando era bambina ha dovuto fare i conti con l’assenza dei genitori. Assenza soprattutto di amore. Argia ha potuto godere per un po’ della presenza della madre ma, dopo un incidente che ha costretto quest’ultima a smettere di suonare il pianoforte (forse sua unica ragione di vita), ha sofferto terribilmente per averla persa, prima solo la sua anima e poi, dopo il suicidio di lei, anche il corpo. Dervia, invece, non ha avuto che qualche briciola.

Le due sorelle non hanno ricevuto amore nรฉ affetto dai genitori quando erano bambine. La mancanza di affetto nella vita di un bambino ha conseguenze non indifferenti nella sua vita di adulto. la mancanza di affetto induce alla deprivazione emotiva; le persone che hanno avuto genitori che non hanno dato loro amore hanno la costante sensazione che ai loro rapporti e alla loro vita manchi sempre qualcosa, che gli altri non esprimano abbastanza affetto, calore, attenzione o emozioni profonde nei loro confronti. Nemmeno la nascita di un figlio, come possiamo leggere nel libro di Carmela, puรฒ riempire i vuoti lasciati da genitori non amorevoli.

Argia crede che lasciando l’aspra Sicilia dov’รจ nata e cresciuta, potrร  tagliare i ponti con il suo passato pieno di frustrazione, rabbia e rancore. Non รจ cosรฌ, perรฒ. I legami carnali restano per sempre e riaffiorano continuamente. Riporta Carmela nel libro una frase tratta da un altro libro che le prestai e che amo molto. “…la scommessa…รจ quella di saper stare in equilibrio tra le proprie zone buie, prendere le distanze dai propri vissuti interiori e assumere consapevolezza dei chiaroscuri che albergano nel profondo, perchรจ solo se messi in luce, questi chiaroscuri possono diventare leali compagni di viaggio.” (da “Le ombre dell’educazione. Ambivalente, impliciti, paradossi”. A cura di Vanna Iori).

Le relazioni sono animate da sentimenti profondi ma anche da intenzioni ambivalenti da motivazioni latenti o addirittura inconsce. Connesse con dimensioni problematiche come l’affettivitร  e il potere, implicano sempre dei “lati oscuri”. E’ quindi importante cercare di prendere coscienza e di elaborare anche le “ombre” che sempre le accompagnano. L’ombra costituisce, per certi versi, il negativo e il “perturbante”, che costantemente minaccia, ma rappresenta anche l’implicito, ciรฒ che รจ stato oscurato o trascurato o che semplicemente, in un dato momento della vita, non รจ (o non รจ piรน) in luce. L’ombra, del resto, รจ sempre una proiezione della luce: piรน si illumina qualcosa, piรน si lascia nell’oscuritร  il lato non esposto.

E se ne accorge Argia con Lucio, suo figlio; di questo. Il vuoto lasciato dal non-amore dei genitori non si puรฒ colmare nemmeno con l’amore che si cerca di dare e si riceve da un figlio. Anche se รจ doloroso dirselo. Se si riesce.

L’amore di una madre รจ prezioso per un figlio e per una figlia. La madre tiene in grembo il figlio o la figlia. Li tiene accanto a sรฉ appena nati. E’ il contatto da cui si genera il primissimo legame di attaccamento.

L’assenza di amore materno รจ per i figli e soprattutto per le figlie qualcosa di drammatico. Non sempre le relazioni madre-figlia sono caratterizzate da amore incondizionato. Come accade tra Argia e sua madre. Ci sono madri che non vogliono o non possono amare. E figlie che rincorrono ossessivamente la gioia di un abbraccio, di una rassicurazione. Quando durante l’infanzia l’amore materno รจ assente si crea quello che Bowlby definiva “attaccamento insicuro”, che puรฒ influenzare le relazioni sociali per tutta la vita. Chi sperimenta questo tipo di attaccamento รจ come se poi avesse dentro di sรฉ una voragine e dovrร  gestire per tutta la vita l’ansia che essa provoca. Un figlio coglie il primo assaggio di sรฉ specchiandosi nella madre; se quest’ultima รจ amorevole, il figlio si svilupperร  in maniera solida e salda, saprร  di essere degno di amore e di attenzione, di essere guardato e ascoltato.

Il bisogno di amore materno รจ una forza potente e primordiale da cui non ci si puรฒ sottrarre; se questo manca, il figlio non-amato facilmente svilupperร , crescendo, i sintomi dovuti alla mancanza di un legame di attaccamento sicuro e sano. In primo luogo svilupperร  mancanza di fiducia e le sue relazioni adulte, di qualsiasi genere, ne soffriranno molto, oltrechรฉ essere caratterizzate da dubbi, paure, rabbia, incapacitร  di riporre fiducia nell’altro. Come ci si puรฒ fidare di chi incontriamo nel corso della vita se non possiamo fidarci di colei che ci ha messo al mondo? Un figlio che non รจ stato amato dalla propria madre non sa di avere valore, รจ cresciuto sentendosi ignorato e ciรฒ non farร  altro che corrodere i talenti di lui adulto, a meno che non si intervenga per porre in qualche modo rimedio. La mancanza di “nutrimento” durante l’infanzia e le continue critiche da parte della madre, inoltre, possono causare una visione distorta di sรฉ. Possono anche causare lo sviluppo delle “distanze di sicurezza” nelle relazioni; un figlio non-amato potrebbe dedicare troppo tempo agli altri trascurando se stesso, comportandosi sempre in maniera di compiacere gli altri, senza comprendere che รจ giusto porre dei limiti, fondamentali per sviluppare una giusta autostima. Un figlio che si รจ sempre sentito giudicato da sua madre sarร  molto sensibile a certe parole o a certe espressioni che, se ascoltate, potranno innescare stati emotivi simili a quelli sperimentati nell’infanzia; anni di “abuso emotivo” lasciano poco spazio a sentimenti leggeri.

Prendere coscienza di tutto ciรฒ รจ il primo passo per “guarire” dal non-amore materno. Potrebbe essere utile che un figlio che non ha sperimentato l’amore da parte delle madre intraprendesse una psicoterapia, con lโ€™obiettivo di superare i sentimenti negativi, derivanti dal sentirsi non considerato e trascurato dalla mamma.
Concentrarsi eccessivamente sui sentimenti negativi provati nel contesto in cui si รจ nati e cresciuti questi e rimuginare, nella fasi della vita adulta, su di essi avrebbe come unico ed inevitabile risultato quello di sottrarre numerose energie, che potrebbero invece essere molto piรน proficuamente utilizzate nella costruzione di calorosi ed appaganti rapporti con gli altri.

E’ dolorosissima l’esperienza del non aver sperimentato l’affetto e l’amore genitoriale. Oltre alla terapia, perรฒ, ci sono alcune strategie che si possono mettere in atto una volta che si รจ riconosciuto che la mancanza di amore nell’infanzia fa sรฌ che la conseguenza in etร  adulta sia la difficoltร  nel provare a propria volta sentimenti di amore autentico.

Si puรฒ, in primo luogo, provare ad ammettere di aver avuto dei genitori anaffettivi. Spesso si preferisce mentirsi piuttosto che confrontarsi con la dura realtร . In questo caso, come in altri, non รจ perรฒ di alcun aiuto. Ammettere ad alta voce di non aver ricevuto amore dai propri genitori รจ un primo passo importante perchรฉ permette di riconoscere una mancanza che รจ stata con sรฉ ogni giorno.

Inoltre, รจ importante essere consapevoli che razionalizzare lโ€™esperienza, cercare di capire perchรฉ i genitori non hanno dato affetto, analizzare minuziosamente ogni dettaglio della relazione con loro aumenta il livello di comprensione (il che puรฒ essere comunque positivo), anche se non fa magicamente svanire la sofferenza.

Un figlio che non รจ stato amato, poi, deve saper riconoscere che di questo non ne ha colpa. I figli dei genitori anaffettivi crescono con la convinzione di non meritare lโ€™amore di costoro. Una volta adulti perรฒ, รจ importante che riconoscano di non essere colpevoli per questa mancanza dโ€™affetto. E’ importante sviluppare la consapevolezza che l’amore non puรฒ tutto, lasciando andare definitivamente lโ€™illusione di poter cambiare i genitori e il rapporto con loro.

Una volta diventati adulti e consapevoli di aver avuto dei genitoriche non hanno saputo dare amore, una volta preso contatto con quella carenza, con bisogno di affetto che non รจ stato colmato รจ importante riconoscere che il vuoto che sentiamo non puรฒ essere colmato. Ciรฒ non significa che non si riceverร  mai amore da qualcun altro, dagli amici, dal partner…, ma significa accettare che quella ferita potrร  essere pure guarita, benchรฉ abbia lasciato una cicatrice indelebile. Anche se improvvisamente il rapporto con i propri genitori dovesse migliorare, si riceverebbe lโ€™amore di un genitore nei confronti di un figlio adulto e non quellโ€™amore incondizionato e protettivo di cui invece ha bisogno un bambino piccolo.

Accettando questo fatto ci si protegge dal rischio di ricercare quellโ€™amore in altre relazioni, per esempio nelle relazioni dโ€™amore, e si evita di perpetuare un circolo di infelicitร .

SI puรฒ tentare di agire come Argia, che torna in Sicilia con le ceneri della sorella, trova nel viaggio l’occasione per ripensare al suo doloroso passato, all’amore che รจ stato negato a lei e a Dervia, agli errori che sono stati commessi da tutti, genitori e figli. E, come scrive Carmela, รจ “l’ultima occasione per salvare dalle macerie ciรฒ che resta e finalmente ricostruire”.

E’ davvero tanto “terribile” avere due anni?

Quest’anno lavoro in una sezione di “medi”. Vale a dire che i bambini con cui passo le mie giornate al nido hanno ormai quasi tutti due anni. Non vi sto a raccontare come si vive in sezione, perchรจ non ho, adesso, in mente di scrivere un articolo su questo argomento…Vorrei, piuttosto, posare lo sguardo su quelle famiglie che, sempre piรน di frequente, dicono di essere affaticate e di non riuscire a trovare strategie per la gestione dei loro bambini di piรน o meno due anni che vedono, all’improvviso, tanto diversi da come erano abituati.

Tanti genitori di bambini che si avvicinano a compiere i due anni o li hanno compiuti da poco si trovano, quasi da un giorno all’altro, in difficoltร . Soprattutto se sono al primo figlio. Soprattutto in un momento storico in cui รจ difficile confrontarsi, in contesti informali, con altri genitori. Dopo i primi due anni passati a prendersi cura del proprio figlio per aiutarlo nella strada verso l’autonomia, all’improvviso mamma e papร  hanno di fronte una personcina che non รจ piรน il piccolo che spingevano a fare da solo ma un bambino che punta i piedi perchรจ vuol fare tutto da sรฉ, che ne sia giร  capace o meno. Un bambino che ha imparato a camminare (e a correre), che riesce a mangiare da solo e a raggiungere ciรฒ che desidera senza l’aiuto di un adulto, anche se la strada verso la completa autonomia รจ ancora lunga. E, pertanto, sono spiazzati. Sentono che il loro ruolo non รจ piรน lo stesso di prima ma fanno fatica prendere le nuove misure.

Intorno ai due anni il bambino consolida molte competenze e ne acquisisce altrettante; si muove sicuro e senza aiuti nello spazio, il linguaggio si arricchisce diventando la porta per la comunicazione con i pari e gli adulti di riferimento (che non sono piรน soltanto i genitori), nel gioco esprime temi personali e teatralizza scene di vita vissuta. E, soprattutto, in questo momento dello sviluppo, il bambino inizia a esprimere il suo Sรจ con frasi del tipo “voglio!”, “รจ mio!”, “faccio io!”.

Puรฒ essere tutt’altro che semplice avere a che fare, da un giorno all’altro, con un bambino che non รจ piรน il piccolo che รจ stato, ma credo si possa guardare ad un momento tanto complesso e fonte, per i genitori, di grande fatica e frustrazione con occhi diversi. Come affrontare questo momento senza sentirsi inadeguati? Si puรฒ, innanzi tutto, porre l’attenzione al fatto che il bambino, che prima dipendeva dai cargivers in tutto e per tutto, si รจ trasformato in una piccola persona che sta cercando la propria indipendenza; รจ vero, si oppone a tutto ciรฒ che gli si dice ma lo fa perchรจ vuole affermare che รจ una persona, non una bambola, e vuole decidere da sรฉ. Questo, senza dubbio, รจ un grande passo in avanti nello sviluppo, che non puรฒ che rendere orgogliosi e felici i genitori. Si puรฒ iniziare da qui per avere uno sguardo differente su quanto sta accadendo…dal fatto che la fatica della gestione del proprio figlio รจ dovuta alle sue nuove competenze ed abilitร .

A due anni un bambino risponde quasi sempre “no”, qualsiasi domanda gli si faccia. Ha compreso che ci sono delle regole ma รจ ostinato e non vuole adeguarsi. Ciรฒ non avviene perchรจ ha intenzione di mettere in atto continue sfide con i genitori, ma รจ un processo necessario per la crescita. Come ho detto prima, inoltre, a due anni aumentano le competenze: giocando, ora i bambini immaginano di mettere in scena la quotidianitร ; hanno piรน capacitร  linguistiche (e, infatti, comunicano con successo con i pari e con gli adulti) e motorie (cosa che dร  loro grandi soddisfazioni ma li porta a rischiare spesso di farsi male); il loro mondo interiore si anima delle tante novitร  che attraversano un giorno dopo l’altro.

I genitori che, senza dubbio, conoscono meglio di chiunque altro i loro bambini, che sono coloro che, piรน di tutti, ne colgono i cambiamenti, quando sono al primo figlio possono trovarsi nella situazione di non sapere piรน, ad un certo momento, come comportarsi e come gestire al meglio figli, all’improvvisi tanto “difficili”. Questo accade perchรจ, molte volte, non hanno gli strumenti e il supporto per capire che cosa abbia causato i nuovi comportamenti e, allora, spesso, le uniche spiegazioni che riescono a darsi sono legate a uno stato di malessere dei piccoli o, se questi ultimi vanno al nido, a qualche errore commesso dalle educatrici.

E’, pertanto, molto importante che educatori e pedagogisti che si occupano di prima infanzia sostengano i genitori affaticati, perchรจ non รจ possibile occuparsi e preoccuparsi dei bambini molto piccoli senza occuparsi e preoccuparsi dei loro genitori. Puรฒ, in questo, venire in aiuto il metodo messo a punto dal pediatra T. B. Brazelton che, tra le altre cose, indica agli operatori di entrare in relazione con le famiglie attraverso ciรฒ che egli definisce “guida anticipatoria”, sostenendo, nei momenti piรน difficili, le competenze dei bambini insieme a quelle dei loro genitori. E’ utile, quindi, che i professionisti dell’infanzia anticipino ai genitori gli aspetti cruciali della fase dello sviluppo che un bambino che si appresta a compiere due anni dovrร  affrontare e far conoscere loro l’andamento discontinuo di tale sviluppo (come del resto deve accadere per tutte le diverse fasi dello sviluppo di un bambino). โ€œCominciai a pensare che il mio lavoro consisteva nellโ€™imparare ad apprezzare i genitori. Quando cambiai il mio atteggiamento e iniziai a fidarmi di loro, loro cominciarono ad avere piรน fiducia in se stessi.โ€, scriveva Brazelton.

A due anni il bambino รจ sempre piรน attivo nelle sue interazioni sociali, sia con i famigliari, sia con i coetanei. Le richieste di ascolto e di vicinanza fatte ai genitori sono sempre piรน incalzanti ed essi, oltrechรฉ occuparsi della sicurezza del bambino, devono poter essere in grado di contenere le sue crisi, le frustrazioni e le emozioni a volte violente che vive quando si trova di fronte ad azioni complesse che non riesce a portare a termine. In questo momento dello sviluppo, inoltre, il linguaggio si arricchisce di nuove parole, diventando fonte di soddisfazione per il bambino, perchรจ puรฒ descrivere le sue azioni e diventa la porta della comunicazione con gli adulti e i pari. Le nuove competenze motorie lo portano a correre, nel corso delle esplorazioni che inizia a compiere con il corpo, una serie di rischi perchรจ inizia a correre, a prendere oggetti pesanti, ad arrampicarsi…E’ possibile che, prima di addormentarsi, intavoli monologhi che sono parte di quanto ha vissuto nel corso della giornata o del tentativo di addormentarsi dando significato al suo mondo e, nel sonno, possono comparire degli incubi che richiedono il conforto dei genitori.

E’ complesso preparare i genitori a questa fase dello sviluppo dei loro bambini, soprattutto a causa della presenza di tante emozioni negative, volubilitร , crisi…ma รจ necessario sostenerli con forza affinchรฉ sappiano monitorare queste emozioni e i repentini cambi d’umore e, pertanto, aiutare i bambini a comprendere ciรฒ che sta accadendo loro, cercando di essere confortanti ma, il piรน possibile fermi e non tentennanti. Puรฒ essere d’aiuto, in tutto ciรฒ, coinvolgere i bambini nelle attivitร  quotidiane, condividendo quello che accade e parlandone insieme, e introducendo piccoli compiti di responsabilitร , come riordinare i giochi, apparecchiare o sparecchiare la tavola, lavare i piatti insieme…

Da educatrice e pedagogista che si occupa di infanzia da molti anni, credo che dare ascolto, in un momento complesso e difficile come questo, alle preoccupazioni dei genitori e dare voce alle loro emozioni, anche a quelle piรน negative, sia fonte preziosa di sostegno e li aiuti a capire ciรฒ che sta accadendo ai loro bambini. Penso, ad esempio, a come vive un genitore di fronte alle prime crisi di rabbia del proprio figlio, soprattutto quando si fanno dirompenti e sembrano non voler avere fine; รจ disorientato, preoccupato, impotente…soprattutto se non sa che si tratta di un comportamento assolutamente fisiologico nel secondo anno di vita; ha, pertanto, bisogno di comprendere quello che sta accadendo e di confrontarsi sulle azioni da mettere in atto per rispondere ai bisogni di un bambino che sta attraversando questa fase. Noi operatori e professionisti non dobbiamo, perรฒ, limitarci a dare consigli o prescrivere comportamenti, ma รจ fondamentale che ci si metta in ascolto, condividere ciรฒ che sta accadendo e provare a offrire una chiave interpretativa diversa. E’ utile rileggere insieme al genitore i comportamenti messi in atto dai bambini, perchรจ in questo modo li si aiuta ad entrare in relazione in maniera diversa. I momenti in cui i bambini sembrano fare regressioni, quelli che Brazelton definiva touchpoints, sono, in realtร , opportunitร  perchรจ essi e i loro genitori transitino verso nuove autonomie, in quanto, nel corso di questi momenti, i bambini provano a differenziarsi da mamma e papร , pur avendo timore di distanziarsi troppo perchรจ la separazione porta anche tristezza.

Nei momenti di cambiamento e disorganizzazione i genitori possono sentirsi inadeguati e preoccupati, perchรจ, indubbiamente, rappresentano il lato ombroso della crescita; รจ pertanto fonte di rassicurazione scoprire che certi comportamenti sono fisiologici e dร  loro la possibilitร  di essere maggiormente consapevoli sullo sviluppo dei loro bambini. Dare informazioni che possono migliorare le loro abilitร  nella relazione di accudimento e di cura diventa un importante supporto alla genitorialitร , perchรจ quando gli operatori e i genitori si confrontano sul comportamento dei bambini si apre la strada per comprendere meglio le loro emozioni e capire come, insieme, regolarle. Scoprire, insieme, come riconoscere e dare valore alle competenze dei bambini รจ uno dei modi piรน efficaci per promuovere la loro crescita.

Qualche spunto per la scelta della scuola dell’infanzia

E’ il momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia…molti genitori, in questi giorni frequentano, sui social network, i vari gruppi di mamme e fanno domande, generalmente rivolte a genitori di bambini che giร  frequentano o hanno frequentato in passato le diverse scuole dell’infanzia, per orientarsi e confrontarsi…

Consigliate per favore qualche buona scuola materna per il mio piccolo ometto di 3 anni? L’inglese sarebbe sicuramente un plus!...”

Sapreste indicarmi una buona scuola materna, dove le maestre siano competenti, facciano belle attivitร  educative e magari anche con giardino esterno?…

Avete giร  scelto l’asilo? (intendo scuola materna). Cosa consigliate? Con quello che si sente ho un po’ paura…Volevo chiedere anche se qualcuno come me ha figli prematuri gravi…

Sono alcune delle richieste che si leggono scorrendo i vari gruppi su Facebook.

E’ normale essere un po’ in ansia e avere bisogno di sentire i pareri di altri genitori in merito alle esperienze vissute…Non esistono, perรฒ, a queste domande risposte universalmente valide, cosรฌ come non esistono regole nei criteri di scelta. Ogni bambino e ogni famiglia hanno caratteristiche e bisogni unici e diversi, cosรฌ come unica รจ l’organizzazione del quotidiano, l’ambiente e lo stile di vita…

La prima cosa da fare, quindi, quando ci si accinge a scegliere la scuola dell’infanzia e’ cercare di capire di che cosa il proprio bambino ha davvero bisogno per la sua crescita e per stare bene…La scuola dell’infanzia migliore (se davvero esiste) รจ quella in cui il bambino puรฒ fare esperienze davvero significative per lui, in cui si senta accolto, a proprio agio e sereno. Non certo la scuola che i genitori ritengono “buona” perchรจ si fanno questa o quest’altra attivitร … E’ molto importante, pertanto, fermarsi a riflettere e dirsi quanto la scelta piace a noi genitori e quanto รจ operata pensando al proprio bambino. Con molta onestร  e obiettivitร .

Ad esempio un bambino che ha qualche difficoltร  nel linguaggio non potrร  sentirsi bene in un contesto in cui lo espongono per tanto tempo all’inglese o a un’altra lingua straniera…Cosรฌ come esporre un bambino di nemmeno tre anni a tante proposte potrebbe essere controproducente perchรจ portare avanti numerose attivitร  richiede unโ€™elevata dose di energia, impegno e attenzione. Se questo รจ vero e spesso faticoso e stancante per un adulto, lo รจ molto di piรน, e potenzialmente piรน dannoso, per un bambino, soprattutto se รจ molto piccolo e se non ha mai fatto l’esperienza del distacco dalla famiglia. A lungo andare, infatti, troppi stimoli possono determinare nel bambino eccessiva stanchezza e stress, che si puรฒ manifestare con nervosismo e irritabilitร , dolori somatici di vario tipo (mal di testa, mal di pancia, aggressivitร  e instabilitร  dellโ€™umore…).

Ogni bambino (e ogni famiglia), perรฒ, ha il diritto di frequentare un servizio per l’infanzia che sia davvero di qualitร . E una scuola dellโ€™infanzia di qualitร  non puรฒ avere programmi predefiniti o ricette educative confezionate in anticipo: i bambini “lavorano giocando” e la scuola dellโ€™infanzia deve tenerne conto, facendo in modo che i piccoli vivano creativamente e spontaneamente le loro esperienze di apprendimento. Una scuola di qualitร  ha una visione del bambino come soggetto attivo, impegnato continuamente nell’interazione con i suoi pari, con gli adulti, con lโ€™ambiente; deve, pertanto, fare sรฌ che i bambini e le bambine che la frequentano raggiungano visibili traguardi di sviluppo su tre aspetti fondamentali: lโ€™identitร , lโ€™autonomia e la competenza. Assicuratevi di tutto ciรฒ nella vostra scelta.

E’, pertanto, necessario che nella scuola si respiri un clima di sicurezza, di serenitร  e di sollecitudine. L’ambiente deve essere accogliente, ricco di stimoli culturali (che non significa tanti giochi messi a disposizione senza alcun criterio…anzi…), flessibile nell’organizzare proposte didattiche diversificate, vale a dire attento alle diverse esigenze dei bambini, che sono diversi per storia, stili di apprendimento e culture di appartenenza.

A che cosa prestare attenzione quindi?

Intanto a come vengono gestiti gli spazi e i materiali. Questo non significa che tutto debba essere nuovo di zecca. Tuttavia uno spazio organizzato e i materiali in ordine sono ciรฒ che aiuta i bambini a usarli in maniera utile, a livello percettivo e cognitivo. Uno spazio pulito e ordinato รจ un ambiente del quale ci si prende cura.

Se gli spazi sono piacevoli e stimolanti, si prendono cura di chi li frequenta e trascorre in essi molte ore della sua giornata, significa che chi li ha progettati e gli adulti che tutti i giorni li abitano e operano in essi hanno posto l’attenzione (e continuamente la pongono) a quanto lo spazio puรฒ influire sulle dinamiche educative.

E’ importante, quindi, che i genitori che scelgono volgano attentamente lo sguardo allโ€™architettura dello spazio educativo, che non deve essere puro assemblaggio di spazi e materiali, ma deve scaturire da un costante dialogo con il progetto pedagogico. La scuola deve essere organizzata in spazi differenziati funzionali a rispondere ai bisogni propri dei bambini che hanno etร  diverse. Vi devono essere spazi, interni ed esterni, che favoriscano gli scambi comunicativi tra bambini, ma anche tra questi e gli adulti ed anche spazi che favoriscano momenti di intimitร  individuale, soprattutto dei piรน piccoli che, soprattutto se non arrivano dal nido, devono essere messi nelle condizioni di esprimere al meglio le loro potenzialitร , le loro competenze e le loro curiositร  e devono sentirsi protagonisti attivi dei percorsi educativi e costruttori della loro identitร .

E’ bene, poi, prestare molta attenzione alla creativitร ; dopo i tre anni i bambini si affacciano al mondo del fantastico, in cui si aprono tutte le potenzialitร  creative che vanno incoraggiate. Pertanto, ai lavoretti prestampati da colorare restando dentro ai bordi, preferite le scuole che propongono attivitร  con il materiale naturale o di riciclo.

Lโ€™architetto Simon Nicholson, negli anni 70 de secolo scorso, usรฒ il termine โ€œloose partsโ€ (che significa letteralmente “parti sciolte”, cioรจ materiale libero, che puรฒ essere utilizzato in ogni modo possibile e immaginabile) per descrivere materiali vari che possono essere utilizzati e manipolati in molti modi. Formulรฒ una teoria secondo cui la ricchezza di un ambiente dipende dallโ€™opportunitร  con cui esso lascia spazio alle persone di interagirvi e di fare collegamenti. Chi si occupa di prima infanzia ormai riconosce la veridicitร  delle affermazioni di Nicholson e documenta da tempo, giorno dopo giorno, quanti apprendimenti possono verificarsi quando i bambini sono lasciati liberi di inventare, creare, esplorare, e ordinare materiali non strutturati. Altro che schede prestampate da colorare!

Un altro elemento da considerare in fase di scelta รจ la presenza o meno di uno spazio esterno vasto o di un  giardino. E’, perรฒ, importante, prestare molta attenzione agli spazi esterni, che devono essere altro da un giardinetto con scivoli e altalene. Devono essere “ricchi di natura” e di possibilitร  (penso ad angoli in cui si possono creare piccoli orti, zone umide, alberi, tronchi che si possono trasformare in tutto ciรฒ che la fantasia e la creativitร  dei bambini porta fuori, sabbiere, sassi e sassolini…)…Devono, insomma, essere luoghi in cui i bambini possano diventare esploratori e trasformare i loro comportamenti e i loro atteggiamenti sul mondo naturale. Del resto, la natura, tanto semplice ma tanto complessa e variegata, permette ai bambini lโ€™accesso a giochi ricchi e affascinanti e, soprattutto, allโ€™apprendimento attraverso lโ€™esperienza.

Molti genitori che mi chiedono un parere in merito alla scelta della scuola dell’infanzia si chiedono se sia meglio la sezione omogenea o quella eterogenea.

Consiglio sempre di orientarsi verso la sezione eterogenea, cioรจ quella composta da bambini di etร  (e quindi competenze e abilitร ) differenti. Il gruppo misto, rispetto a quello omogeneo, presente tre grandi vantaggi: favorisce piรน ampie possibilitร  di relazioni (sia tra bambini coetanei sia tra bambini di etร  diverse), permette l’imitazione del piccolo verso il grande (e anche il contrario), permette pratiche di cura del grande nei confronti del piccolo. Il piccolo, inoltre, avendo piรน modelli da cui attingere (gli adulti e i pari), imita il gioco e lโ€™azione del grande, provando, sbagliando e riprovando e queste esperienze lo condurranno piรน agevolmente allโ€™autonomia; il fascino esercitato dai bambini piรน grandi, poi, lo porta a desiderare di entrare nei loro giochi facendo nuove sperimentazioni.

Il gruppo misto, inoltre, rimanda a due concetti molto importanti: โ€œcooperazioneโ€ e โ€œconflittoโ€. Queste sono modalitร  dello stare insieme osservabili fin dai primi mesi di vita e giร  nei primi anni la comprensione dei rapporti allโ€™interno della famiglia diventa strumento utile nella gestione delle proprie relazioni sociali: riconoscere il leader della situazione e allearsi con questo, tentar di influenzare il giudizio del leader per poterne godere a scapito degli altri, sapere come comunicare e differenziare la propria modalitร  di comunicazione a seconda dei destinatari per poter indurre azioni o per relazionarsi sembrano essere competenze ben sviluppate sin da molto presto.

Concludo spendendo qualche parola rivolta a quei genitori che cercano una scuola in cui sia proposto l’inglese.

Molte delle scuole che conosco personalmente che propongono la lingua inglese, a mio giudizio offrono proposte che risultano non troppo efficaci se lo scopo รจ quello che il bambino o la bambina apprenda una lingua straniera. Spesso, infatti, si lavora su argomenti che si ripetono sempre uguali (imparare il nome dei colori, degli animali o i numeri) e che sono quasi sempre al di fuori del contesto realmente vissuto dai bambini. Saper ripetere a pappagallo dei numeri, il nome dei giorni della settimana o dei colori non vuol dire che i bambini stanno imparando una lingua straniera.

Secondo Alberto Oliverio, professore emerito di psicobiologia presso l’Universitร  La Sapienza di Roma, il modo migliore รจ quello di imparare giocando.ย In alcuni paesi europei, per esempio, si mette in atto la strategia dellโ€™apprendimento recitato: i bambini devono recitare in gruppo una serie di vocaboli accompagnandoli con gesti e movimenti che ne rappresentino il significato. Uno studio sullโ€™efficacia di questo metodo indica che gli studenti hanno raggiunto prestazioni tre volte superiori rispetto a coloro che hanno seguito altre metodologie. La tecnica sfrutta il fatto che le memorie motorie (legate allโ€™esecuzione di un particolare movimento) sono particolarmente robuste e influenzano quelle legate al linguaggio.

Tutto ciรฒ che si vuole trasmettere ai bambini, per essere efficace, deve essere connesso con le loro esperienze reali. ย Se si vuole che apprendano fin da piccoli una lingua straniera a scuola, pertanto, si deve fare in modo che riscontrino che la lingua รจ utile nella vita di tutti i giorni e che รจ uno strumento con cui possono comunicare.

E’, quindi, fondamentale domandare a quelle scuole che propongono l’inglese se รจ ben chiaro loro come funziona lo sviluppo linguistico e psicofisico dei bambini, come essi imparano e cosรฌ quali materiali, quale didattica e quali strategie affettive utilizzare per fare un lavoro davvero efficace. Altrimenti รจ meglio optare per una scuola di lingue e privilegiare le scuole dell’infanzia in cui i progetti vanno oltre la ricerca affannosa di iscrizioni.

E, infine, cari genitori, andate un poโ€™ โ€œdi panciaโ€… Se, ad un certo momento, dopo aver visto, domandato, riflettuto sentite che quella scuola lรฌ รจ quella giusta per il vostro bambino orientatevi su quella รจ fate lโ€™iscrizione con serenitร .

Affrontiamo (e superiamo) insieme la paura

In questo tempo fatico a mettermi nell’ottica della progettualitร . Accade perchรจ il terreno su cui costruire รจ ancora sabbia mobile e ho come la sensazione che, dopo un po’, tutto crolla. Non sarร  cosรฌ per sempre. No, ne sono certa. E’ cosรฌ adesso.

Mi trovo, quindi a scrivere di argomenti che affronto con chi si rivolge a me perchรจ รจ in difficoltร  in questo lungo momento di emergenza.

Succede che si parli di paura. La paura dei bambini e dei ragazzi. Di perdere qualcuno di caro. Di non vedere per tanto, troppo tempo gli amici, i familiari. Di non tornare piรน a scuola. Ma anche la paura degli adulti. Di ammalarsi. Di non potersi prendere cura dei figli o dei genitori anziani. Di perdere il lavoro. Del vuoto. E, da qualche giorno, anche la paura di tornare ad uscire rischiando di ammalarsi.

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Che cos’รจ la paura? E’ unโ€™emozione. E’ ย una condizione pervasiva ed imprevista. E’ anche uno stato di preoccupazione e di incertezza.
Quando abbiamo paura sentiamo una forte spiacevolezza e un intenso desiderio di evitamento nei confronti di un oggetto o situazione che giudichiamo pericolosa.
Laย pauraย fornisce la motivazione necessaria alla mobilitazione delle energie; soltanto quando รจ eccessiva porta a compiere azioni avventate e controproducenti. Una persona senzaย pauraย non potrebbe sopravvivere a lungo. Potrebbe, ad esempio, attraversare, incurante, la strada con il rosso.
Sotto lโ€™effetto dellaย pauraย i battiti del cuore aumentano, la pressione del sangue accelera, gli occhi sono sbarrati oppure serrati, le pupille dilatate, le orecchie tese a cogliere ogni rumore sospetto oppure tappate con le mani, la pelle dโ€™oca, la sudorazione intensa, le pulsazioni accelerate. In questo stato di allerta, anche gli organi interni, come intestino e reni, lavorano ad un ritmo vorticoso, tanto da produrre diarrea e disturbi di digestione, gli zuccheri si riversano nel sangue, aumentano le secrezioni da parte dellโ€™ipofisi e della midollare del surrene. Aumentano lโ€™attenzione e la velocitร  delle reazioni. Piรน estesa รจ la situazione che provocaย paura, piรน sembrerร  minacciosa al soggetto e piรน violente saranno le emozioni provate.

E i bambini? Che succede nei bambini quando dicono di avere paura?

La forma primaria diย paura nei bambiniย รจ la perdita del contatto fisico con la mamma. Poi hanno pauraย dellโ€™estraneo; della separazione. A 3/5 anni arriva laย pauraย del temporale, del buio, dei mostri, delle streghe, di Babbo Natale e della Befana, elementi che affascinano ed al tempo stesso spaventano;ย poi la pauraย dei pericoli fisici, di ferirsi, ammalarsi.
Dopo i 6 anni alcuneย paureย degli anni precedenti possono essere padroneggiate perchรฉ ora ilย bambinoย ha maggiori competenze; puรฒ, perรฒ, cogliere altre minacce come quella dei ladri, dei danni fisici, della morte e dellโ€™abbandono. Fanno, inoltre, la loro comparsa i timori legati al proprio stato sociale, come scolaro per esempio, e alle interazioni con gli altri: esami, litigi, sopraffazioni, nonchรฉ laย pauraย di essere rifiutato dai compagni.

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Puรฒ accadere, ad un certo punto dello sviluppo, che alcuneย paureย legate a periodi precedenti si ripresentino come regressioni a stadi precedenti dello sviluppo; ciรฒ si spiega con la condizione di instabilitร  che contraddistingue tutta lโ€™etร  evolutiva. Dopo un forte spavento, infatti, o di fronte a situazioni angoscianti che si protraggono nel tempo รจ normale che iย bambini regrediscano temporaneamente a comportamenti tipici di uno stadio precedente del loro sviluppo e se ciรฒ avviene รจ perchรฉ in quello stadio si sentivano piรน protetti e sicuri.

Lโ€™atteggiamento dei genitori, puรฒ influire positivamente o negativamente sulleย paure nei bambini. Ci sono, infatti,ย paure dovute alle raccomandazioni insistenti dei genitori: โ€œNon toccare le forbiciโ€, โ€œAttento ai cani grandiโ€, โ€œNon arrampicarti sugli alberiโ€…per esempio. Ce ne sono altre che derivano anche dalle continue lamentele circa lo stato di salute, che fanno temere alย bambinoย la malattia del padre o della madre; altre ancora che nascono dalla iperprotezione dei genitori e dalla conseguente perdita di fiducia in sรจ.
La fiducia in sรจ va costantemente valorizzata, cosicchรฉ ilย bambinoย si senta โ€capaceโ€. Non si devono pretendere prestazioni inadeguate alle sue reali capacitร .

Cosa possiamo fare se i nostri bambini oggi piรน che mai ci dicono di avere paura? Come possiamo stare accanto a loro?

Facciamoli esprimere. Chiediamo di raccontarci le emozioni e le fantasie che li inquietano, con dolcezza e senza forzarli. Riuscire a parlarne e sentirsi accolti riduce la tensione e aiuta ad affrontare il problema. Accogliamo leย paureย senza offrire soluzioni, mostriamo empatia, vicinanza emotiva. Cosรฌ li aiuteremo a scoprire qual รจ il loro modo di affrontare leย paure.

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Ed evitiamo di costringerliย a tenere leย paureย per se stessi; spesso iย bambini imparano a reprimere le proprieย paure, imparano a viverle in silenzio per compiacere le figure di riferimento, per non preoccuparli o inquietarli.
Non diciamo mai: โ€œAffronta laย paura, devi essere forteโ€; spingere unย bambinoย a viso aperto contro unaย pauraย รจ sbagliato, perchรฉ puรฒ trasformare laย pauraย in terrore e ingigantire il problema. Non costringiamo ilย bambinoย ad affrontare le sueย paureย in modo troppo diretto e brutale. Per superare unaย pauraย spesso ci vuole tempo e pazienza. Bisogna rispettare i tempi e le modalitร  delย bambino. Ricordiamoci che potrร  superare i suoi timori solo se sceglie personalmente di farlo: il quando e il come affrontare leย paureย lo sceglierร  lui stesso. Eโ€™ fondamentale che non ci sia mai nessuna pressione ansiogena da parte nostra per il superamento delleย paure, altrimenti si sentirร  costretto piรน dal nostro desiderio che dal suo, e la costrizione genera moltaย paura.

Iย bambiniย vanno educati a comportamenti positivi: meglio proporre sempre degli eroi positivi attraverso favole e fiabe che sconfiggono i cattivi grazie alle loro doti di bontร  e gentilezza.

E vanno evitati i confronti: ogniย bambinoย ha i suoi tempi, cheย devono essereย rispettati.

E, inoltre, si deve comunicare ai propriย bambiniย la consapevolezza che laย pauraย fa parte della vita. Eโ€™ fondamentale trasmettere loro la certezza che laย pauraย fa parte della vita di tutti i giorni, โ€œche anche noi quando eravamoย bambiniย abbiamo provatoย pauraย e continuiamo ad averla anche da adultiโ€, ma che puรฒ essere affrontata e talvolta anche superata con serenitร .

Non facciamo sentire iย bambiniย dei โ€œfifoniโ€: proveranno un forte senso di colpa e si sentiranno inadeguati. Quindi lโ€™umorismo va evitato.

Va anche evitato di rassicurarli in maniera eccessiva, perchรฉ si convincerebbe che cโ€™รจ veramente qualcosa da temere. Lโ€™iperprotezione non favorisce la formazione del coraggio. Evitare di parlare spesso davanti a loro diย paureย o fobie potrebbero aggravarle. Iย bambini vivono la realtร  attraverso i significati del mondo reale che noi adulti gli trasmettiamo. Alcuneย paureย deiย bambini, infatti,ย sono apprese per imitazione: molte madri, pur senza rendersene conto, trasmettono le loro ansie e proiettano i propri allarmi ai figli. Essi, cosรฌ, incominceranno a temere i temporali, lโ€™aereo, il dentista, i ladri, le ferite, gli aghi allo stesso modo della madre e a imitazione del suo comportamento.

La nocivitร  delleย paure nei bambiniย non รจ direttamente proporzionale allโ€™intensitร  della situazione di pericolo temuta, quanto piuttosto allโ€™intensitร  del vissuto di solitudine con cui questeย paure nei bambiniย vengono affrontate. Iย bambini, quando sono assaliti dallaย pauraย sono preoccupati piรน che delle minacce provenienti dallโ€™oggetto fonte diย paura, dalla possibile lontananza dei genitori. Spesso, infatti, si domandano: dovโ€™รจ mia madre? cosa sta facendo mio padre? posso correre da loro? possono venirmi in aiuto? Iย bambiniย possono esprimere laย pauraย attraverso varie modalitร  comportamentali: con scoppi dโ€™ira, con lโ€™irrigidimento del corpo, con lโ€™aggrapparsi in modo esasperato alla figura di riferimento, con lโ€™evitamento della situazione minacciosa.

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Tre suggerimenti

Puรฒ essere molto utile lasciare unaย piccola luce accesa, lasciare la porta della sua camera aperta, lasciare che dorma con il cane o il gatto di casa oppure con il suo peluche preferito.

รˆ utile inventare giochi di ruolo attorno allaย paura del buio, senza mai perรฒ prendere in giro i bambini oppure giocare a farlo spaventare. รˆ un modo di prendere sul serio il suo timore, anche se giocando. Incoronate, per esempio, il bambino โ€œesploratoreโ€ oppure โ€œcavaliereโ€, raccontando una storia in cui sia chiaro che questo personaggio non teme i mostri e vince sempre i cattivi nelle battaglie. Regalategli poi un kit di sopravvivenza che contenga una formula magica per allontanare mostri e fantasmi, uno spray anti-mostro (che puoi realizzare riciclando uno spruzzino ben lavato nel quale puoi mettere acqua e qualche goccia di olio essenziale) e una torcia elettrica.

Ed รจ bene evitare di creare fantasie negative nella mente del bambino tipo lupi cattivi, mostri che rubano i piccoli oppure ipotesi di abbandono (โ€œSe fai il cattivo viene il lupo cattivo/viene il mostro/ti prende lโ€™uomo nero,โ€ฆ). Nella gestione dei capricci quotidiani puรฒ essere momentaneamente efficace come strategia incutere il timore di un terzo ma a lungo andare puรฒ creare disagi di altro genere come, appunto, laย paura del buio.