Che fare in vacanza? Come vivere questo tempo con i propri figli?

Molti genitori, quando si sta per avvicinare il momento delle vacanze, mi chiedono suggerimenti…come potranno trascorrerle in serenità? Come potranno impegnare le giornate dei bambini o delle bambine in luoghi che non sono familiari e, probabilmente, non troppo a misura di bambino?

Belle domande… mi dico sempre… Cosa posso suggerire a questi genitori? Ciò che può essere efficace per una famiglia quasi sicuramente non lo è per un’altra…E so perfettamente di non essere in grado di fornire ricette preconfezionate che vadano bene per tutti.

Provo, comunque, a condividere alcune riflessioni.

Ogni genitore desidera dare ai propri figli la possibilità di vivere
un’estate serena, evitando di farsi prendere da eccessivi sensi di colpa al pensiero di doverli
“abbandonare” a giornate noiose e solitarie.

D’estate, poi, è più facile offrire ai bambini e alle bambine la possibilità di stare a contatto con la natura, la possibilità di muoversi e di sperimentare nuove relazioni…Non è importante fare chissà che…È importante regalare tempo di qualità vera… Che non significa un’attività dopo l’altra per arrivare stremati a sera…Anche le giornate attraversate dalla noia possono essere ricche perché stimolano creatività e fantasia.

L’estate, di certo, non deve essere vissuta come un problema…è un’opportunità! È un tempo bello, in
cui il bambino può “staccare” dal nido o dalla scuola e godersi con piacere le giornate, anche se i genitori non possono sempre garantirgli attività da “mille e una notte”…che magari a lui nemmeno interessano.

Le giornate estive offrono tante possibilità: si può stare sempre all’aria aperta, c’è moltissima luce fino a sera tarda e si può uscire di più che nelle altre stagioni; chi resta in città, inoltre, trova molta meno confusione.
Si può, allora, organizzare un pic-nic di famiglia (difficile da fare durante l’anno e certamente divertente per i bambini, soprattutto se li coinvolgiamo nella preparazione dei cesti)…anche in un parco cittadino…basta che ci sia del verde e degli alberi che ci proteggano dal troppo sole…
Dopo cena si può uscire per andare a mangiare un gelato o per fare un giretto in bicicletta…O, se c’è la possibilità, si può andare tutti insieme a vedere un film all’aperto…o, se siamo abili narratori, metterci a raccontare delle favole sul terrazzo mentre cala il buio.

Nei giorni più caldi, del resto, non è proprio possibile tenere ritmi veloci.Si rallenta tutti, si va più piano….

Riflettevo su una domanda fatta da mio figlio: ” mamma, che si fa con questo caldo?”. Già, che si fa? Si ozia!.

Ma sono in tanti coloro che ritengono che l’inattività sia sempre da rifuggire e temono quando i bambini si annoiano. Per costoro un bambino inattivo è un bambino che perde il proprio tempo, o, peggio che se ne infischia dell’autorità di babbo e mamma.

Saper tollerare la noia invece è un segno di agio, annoiarsi è un’esperienza formatrice, utile alla crescita psichica di ognuno di noi. Nei momenti in cui smettiamo di confrontarci con qualcosa agendo, entriamo in contatto con la solitudine “buona”, direbbe C.Bobin, ovvero quel vuoto che dà luogo al processo simbolico, creativo. Il vuoto permette la nascita di forme legate al proprio mondo interiore, insegna ad entrare in contatto con le proprie risorse. Non parlo certo di giornate in preda alla noia, senza un obiettivo. Parlo di momenti di noia successivi a momenti di attività, di impegno, di divertimento.

Se si parte per una vacanza, è poi importante tener conto del fatto che che si apre un tempo in cui le solite dinamiche familiari possono cambiare.

È importante, così, stabilire i compiti di ciascuno, in modo che ognuno abbia chiare le proprie responsabilità e i propri doveri. In questo modo si evitano tensioni…Coinvolgere i bambini, anche i più piccoli, nelle attività di casa può spesso essere una buona idea e certamente fa comprendere loro che possono avere, come i grandi, dei compiti da portare a termine, cosa che instilla a poco a poco il senso della responsabilità.

Gli orari si fanno differenti e, quindi, potrebbe essere necessario apportare alcune modifiche all’organizzazione in casa…

Durante le vacanze, una famiglia, inoltre, trascorre più momenti insieme, ma questo non significa interagire 24 ore al giorno.

E’ fondamentale ritagliarsi degli spazi per se’ senza sentirsi in colpa. Altrimenti, si corre il rischio di sentirsi saturi e si trasmette tensione agli altri.

Ci si può riservare del tempo tutti i giorni per leggere, guardare un film o uscire per una passeggiata da soli; sono attività che aiutano a rilassarsi e a ricaricarsi. E a vivere più serenamente il resto del tempo con i bambini e le bambine.

Ed è importante che in vacanza gli adulti prestino attenzione ai bisogni dei bambini…A volte accade proprio il contrario…basta sdraiarsi in spiaggia e mettersi a osservare…

Si vedono genitori che portano neonati o poco più sotto il sole nelle ore più calde. Oppure genitori che minacciano i figli che non mangiano un piatto di pasta e poi discutono con il vicino di ombrellone per delle sciocchezze. O ancora genitori che chiedono ai bambini di condividere spazi e giocattoli con altri bambini e poi si scannano di fronte a loro per una fila non rispettata al bar.

In questo modo non si considera il punto di vista dei bambini.

Non dobbiamo dimenticare che grande importanza ha il modeling, basato sulla capacità osservativa dei bambini, che vengono naturalmente influenzati da ciò che osservano attorno a loro e che tendono a prendere come modello. Il modello principale è costituito dai comportamenti degli adulti per loro più significativi, cioè i genitori. Osservare mamma e papà esprimere le proprie emozioni in termini di intensità, di modalità espressive verbali e non verbali rappresenta per i bambini una palestra nella quale effettuare i propri stessi allenamenti emotivi.

Pertanto è molto importante che gli adulti prestino attenzione ad agiti e comportamenti. Soprattutto in vacanza quando si trascorre tutta la giornata insieme.

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